L’edizione 2021 del Palio dei Somari ci lascia cinque cose che poi non sono altro che cinque motivi per venirlo a vedere dal vivo appena possibile

Un’altra edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena è andata, la 64ª per l’esattezza. Con la vittoria della contrada di Porta Nova che ha tagliato per prima il traguardo del Gioco del pallone conquistando la 12 vittoria si chiude un’edizione speciale dello storico palio torritese. Speciale sicuramente per la data del tutto straordinaria, il Palio infatti per consuetudine si corre la domenica successiva al 19 marzo, giorno di San Giuseppe a cui è dedicata la manifestazione o “sagra” come vuole il suo nome originale, e poi perché è la prima edizione dopo un anno di stop che però non ha frenato lo spirito di comunità dei torritesi.

Anzi, questa pausa obbligata ha alimentato ancora di più il desiderio delle contrade di scendere in piazza con i propri colori e rivivere i giorni più belli dell’anno seppur in una stagione diversa.

Crediamo che questa edizione abbia lasciato qualcosa in più delle altre sia per chi lo vive sia per chi non lo ha mai visto o non ne ha mai sentito parlare e che dovrà sicuramente rimediare appena possibile a marzo 2022, emergenze permettendo. Scopriamolo insieme.

I tamburi non sono semplici tamburi

Se nel resto del mondo le rondini fanno la primavera a Torrita di Siena non è così. Qui l’arrivo della bella stagione è accompagnato dai tamburi che risuonano nell’aria da fine gennaio per poi farsi più intesi nella prima di metà di marzo. Una vera e propria marcia rullante echeggia dal centro storico fino ai paesi vicini e scandisce i giorni che separano Torrita dal Palio. Difficile non rendersene conto se si è a Torrita nei primi mesi dell’anno perché ogni luogo è buono per provare i numeri che scenderanno in piazza il sabato della gara tra sbandieratori e tamburini (l’appuntamento clou del sabato prima della corsa).  Se vi è capitato di parlare almeno una volta con un torritese del Palio vi dirà “Quando senti il suono dei tamburi dopo cena vuol dire che il palio si sta avvicinano. Quel suono che per qualcuno potrà essere anche fastidioso a noi torritesi ci fa sentire meno soli. Ci fa compagnia.” E così è veramente. I tamburi a Torrita non sono semplici tamburi e l’emozione di sentirli di nuovo dopo un anno tra le mura del centro storico ha fatto vibrare una comunità intera.

Il corteo non è uno scherzo

Il corteo storico del Palio dei Somari è una cosa seria. La mattina del Palio Torrita si risveglia nel XV secolo e tra le mura dell’antico castello medievale incontrerete dame, principi, armati e paggetti. A stupire sono gli abiti, che riprendono fedelmente, sia nella stoffa che nei modelli, la moda dei primi decenni del 1400 e cuciti direttamente dalle contrade. I costumi storici sono superbamente indossati dai figuranti, spesso traditi da un velo di emozione, perché indossare i colori della propria contrada per i torritesi è un vero onore. Tornare ad ammirare il corteo dopo un anno di stop ha sicuramente riportato all’attenzione l’importanza della bellezza di cui non si può fare a meno.

Un’infinita passione per l’arte della bandiera e del tamburo

on è un caso che il motto del Gruppo Sbandieratori e Tamburini, l’associazione che promuove l’arte della bandiera e del tamburo grazie anche ad una scuola per i più giovani, è “Passione senza fine”. Gli sbandieratori e i tamburini a Torrita non hanno mai smesso di provare anche quando la possibilità di scendere in Piazza non era così scontata.  Sabato, infatti, se qualcuno di voi è stato al Gioco del Pallone – anche questa location del tutto straordinaria, la gara degli sbandieratori e tamburini si tiene in Piazza Matteotti – avrà sicuramente notato la trepidazione degli sbandieratori e tamburini delle otto contrade che sono tornati a sfidarsi dopo un anno. L’ansia era tanta sia nei loro occhi sia in quelli dei contradaioli che erano lì a sostenerli perché questo, dopo la vittoria del Palio, è sicuramente il premio più importante. Gli otto quartetti hanno regalato anche in questa occasione un sensazionale spettacolo di tamburi e bandiere portando la rievocazione ad un livello altissimo in grado di affascinare chi il palio lo vive da sempre e chi ci si è imbattuto per caso sabato sera. Da quell’appuntamento siamo tornati a casa tutti più consapevoli che dietro un’esibizione di cinque minuti c’è un lavoro creativo che dura mesi e che quella che hanno i torritesi per i tamburi e le bandiere non è una semplice passione: è un tratto genetico che caratterizza solo chi abita qui. Se non l’avete mai visto, questo è sicuramente uno di quegli appuntamenti da segnare in agenda.

La speranza

Tornare ad assistere alla corsa dei somari ha riacceso nel cuore di tutti i Torritesi un po’ di speranza. A caratterizzare il Palio di Torrita, infatti, è proprio la corsa dei somari, animali forti e caparbi ma assolutamente improbabile, a cui le otto contrade si affidano per portare a casa l’ambito drappo. Talmente imprevedibile tanto che l’esito della gara che a volte può sembrare scontato può ribaltarsi agli ultimi metri dall’arrivo. Perché i somari del resto sono un po’ così, decidono loro quanto correre, se andare avanti o fermarsi. Ma è proprio questo bello del Palio, la sua improbabilità che nei contradaioli si trasforma in speranza, quella che la propria contrada riesca a tagliare il traguardo per prima. Venire a vedere la corsa dei somari vuol dire essere travolti da un’ondata di sentimenti discordanti che il pubblico vive in prima persona: dalle risate per le bizzarre corse dei somari fino ai pianti per la sconfitta o gioia nel migliore dei casi.

Una comunità autentica

La cosa più importante che ci ha lasciato quest’edizione del Palio dei Somari. Dopo un anno di stop la comunità torritese si è riaccesa organizzando un evento curato nei minimi dettagli lasciando niente al caso (il periodo storico proprio non lo permette!) e mettendoci dentro tutto l’amore per questa rievocazione storica arrivata alla sua 64° edizione. Sono stati tre giorni in cui a Torrita si è respirata un’aria diversa e non per una questione di meteo, ma per il calore umano. Le persone sono tornate al centro della vita di comunità contribuendo ognuno a mettere del proprio nella realizzazione di ogni evento, dettaglio e allestimento di questo tanto attesto palio. Lo stesso clima che continua a sorprendere chi vive il Palio da sempre e chi lo vive per la prima volta, rimanendone piacevolmente rapito.

 

Photo credit – Palio dei Somari

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