Comune Torrita di Siena

Torrita di Siena

Il nome Torrita è citato per la prima volta in un placito (sentenza) amiatino del 1037 relativo ad una causa per il possesso della Chiesa di S. Apollinare, posta nel casal Feroniano (Frignano) a Montefollonico, promossa dall’Abbazia di san Salvatore del Monte Amiata ed il cui dibattimento si svolse nella antica pieve di S. Costanzo a Torrita, attualmente Madonna dell’Olivo. Con diploma del 27 agosto 1210, Torrita e il suo contado è elevata a feudo dall’imperatore Ottone IV e concessa alla famiglia Cacciaconti, da cui discende la casata Monaceschi-Pecorai, di cui uno dei personaggi più importanti fu Ghino di Tacco, il Brigante Gentiluomo.

Il Castello di Torrita ha rappresentato per secoli un baluardo per la Repubblica di Siena nelle guerre contro Firenze, Perugia e Montepulciano per il controllo della Val di Chiana. Nel 1260 un contingente armato di stanza nella roccaforte di Torrita partecipò a fianco dei senesi alla vittoriosa battaglia di Montaperti combattuta contro l’esercito guelfo di Firenze. Il castello fu teatro di epici scontri di armate e cavalieri per tutto il basso medioevo, ma rimase fedele alla Repubblica di Siena fino all’annessione di questa al Granducato di Toscana, governato dai Medici.

Tra Sette e Ottocento Torrita subì un processo di evoluzione della sua struttura economica, che vide affiancarsi alle tradizionali attività agricole e di trasformazione di prodotti agricoli quelle più prettamente industriali ed artigianali. Già nell’Ottocento si contavano manifatture dedite alla produzione della seta, del vetro, dei cappelli di feltro, dei laterizi oltre ad attività di tintorie. A testimonianza di questa rilevanza economica rimane la Ferrovia Centrale-Toscana, che fino al 1860, prima dell’Unità d’Italia, partiva da Firenze, passava per Siena ed aveva il capolinea a Torrita. Lo sviluppo in senso industriale è proseguito nel XX secolo con la realizzazione della distilleria e successivamente, durante il boom economico degli anni sessanta, con lo sviluppo della produzione di mobili e affini. Negli ultimi decenni il tessuto urbano ha subito una espansione nella zona a valle intorno alla stazione ferroviaria, dove è concentrata la maggior parte della popolazione residente, attualmente composta da circa 7500 persone comprese le frazioni, e dove si sono sviluppate le attività industriali.

Oggi il borgo di Torrita di Siena si presenta come l’evoluzione urbanistica di un castello fortificato circondato per lunghi tratti dall’antica cerchia muraria, nella quale si aprono ancora oggi i punti di accesso originari: Porta Gavina, Porta a Pago, Porta a Sole. Un quarto varco, Porta Nova, fu aperto nel tratto ovest delle mura.  Cuore del paese è Piazza Matteotti con l’antica cisterna che un tempo forniva l’acqua a tutto l’abitato: all’incrocio delle quattro strade che conducono alle porte, era ed è tuttora il fulcro della vita civile e religiosa.
Vi si affaccia il duecentesco Palazzo Comunale, antica sede del governo cittadino, da cui si staglia la torre dalla doppia merlatura. Accanto sorge il Teatro Comunale degli Oscuri, nato per volontà dell’omonima accademia nel Settecento: all’interno è visibile il busto del celebre cantante lirico Giulio Neri cui Torrita ha dato i natali nel 1909. L’atmosfera che si respira ammirando Piazza Matteotti è arricchita dalla chiesa di S.S. Flora e Lucilla, la più antica del castello, risalente al XIII secolo, dove sono conservate pregiate opere di scuola senese del ‘300.